Arco di Trionfo

Vecchi archi d’accesso, testimoni di fasti passati.

Annunci

Le volte di una volta

“L’occhio che guarda questi luoghi [i luoghi diroccati e abbandonati] immagina il loro passato, sente attraverso la pelle consumata dal tempo l’anima che li avvolge.” — Roberto Peregalli

Galaverna

La galaverna è il segno tangibile dell’inverno. La nebbia ghiaccia vicino ai rami spogli, rendendo il paesaggio quasi artico. È l’inverno che si rende concreto, tangibile e visibile. E attraverso gli occhi diventa uno stato d’animo: raffredda la mente distaccandola dai pensieri della vita moderna, assopisce le preoccupazioni e riposa l’anima.

Vecchi trattori

Fatti molti anni fa, ti osservano dai capanni dove sono stati riposti tempo addietro, speranzosi che tu li possa utilizzare per quello che sono stati creati: lavorare senza mai stancarsi o fermarsi. E sotto l’impassibile sguardo serio della mascherina aspettano: fuoco mai sopito, potenza mai domata.

Il Vecchio Mulino

L’acqua da anni non muove più la stanca ruota, ormai uscita dalla sede ed appoggiata sul fondo della roggia. La ruggine e le foglie secche la ricoprono. Il Mulino ha ancora il bel colore vivo del mattone, ma le finestre senza più vetri ed il tetto qua e là bucato ne mostrano l’inutilizzo da oltre quarant’anni. Nessuno più se ne occupa. Solo il vecchio proprietario, ma è ormai morto da quarant’anni e più. Nelle notti senza luna, però, quando aprono le chiuse in Scrivia e l’acqua scorre nel fosso, molti dicono di aver visto un vecchio affacciato alla piccola finestra mentre osserva la ruota che, libera dalla terra ed i detriti, gira armoniosa ed un intenso profumo di farina di mais sprigionarsi nell’aria.